Il Conte Carlo Felice Trossi di Pian Villar nasce a Biella il 27 aprile 1908, figlio del conte Felice Trossi, industriale laniero e di Clementina Sella, figlia del fotografo ed esploratore Vittorio sella, della famosa famiglia di banchieri biellesi.
Carlo visse l’infanzia circondato dai privilegi della borghesia biellese, ma purtroppo un evento drammatico lo colpì profondamente a soli 14 anni nel 1922 perse il padre in un incidente d’auto, che al tempo aveva solo 36 anni. Al contrario di quanto si possa pensare Trossi, con il tempo, inizia a coltivare una genuina passione per le corse automobilistiche che praticava non per il denaro, ma per pura passione e per questo lui era considerato uno dei cosiddetti piloti-gentiluomini.
Nel 1931 a soli 23 anni Trossi prese parte per la prima volta ad una corsa automobilistica, con una Mercedes-Benz gareggio alla corsa di montagna, un tracciato in salita in stile rally che partiva da Biella e con arrivo ad Oropa. Nel 1933 partecipò all’europeo della montagna, un campionato che all’epoca era la classe regina delle corse cronoscalate e alla guida di un Alfa Romeo vinse il titolo di campione della montagna, titolo dall’importanza continentale che lo rese uno dei piloti più forti della sua generazione. Allo stesso tempo negli anni ‘30 con lo strapotere di Mercedes-Benz e Auto union nelle massime categorie, ottenuto grazie ai finanziamenti della propaganda nazista, la casa automobilistica per cui correva, la Ferrari, preferì concentrarsi su una categoria minore la “Voiturette” corsa da auto più piccole, meno potenti ma più agili e nervose (potremmo dire l’equivalente odierno della formula 2) molto seguita, al pari delle categorie maggiori fino agli anni ‘40, qua Trossi diede prova della sua immensa classe alla guida conquistando diverse vittorie. inoltre, sempre nel 1933 alla guida di una Alfa Romeo consegui un importante vittoria, con giro veloce, al circuito di Firenze, dimostrando di essere in validissimo pilota oltre che in salita anche nelle gare in pista ed è qua che conquisto la fiducia e la stima di Enzo Ferrari. Nel 1934 Carlo Felice Trossi conquisto un’altra importante vittoria, con giro veloce, al gran premio di casa, il circuito di Biella, un tracciato cittadino di circa due chilometri dove si impose su piloti del calibro di Tazio Nuvolari e Nino Farina, futuri campioni mondiali di formula uno.
A causa della morte nel 1949 Trossi non poté mai prendere parte ad un campionato di formula uno, che nasce come lo conosciamo oggi nel 1950, ma nel dopo guerra corse per l’Alfa Romeo delle gare che andavano a formare quello che oggi viene considerato il campionato precursore della formula uno, dove vinse il gran premio di Italia nel 1947 e il gran premio di Svizzera nel 1948, con il cancro che peggiorava fu costretto ad abbandonare le corse successive.
Essendo la famiglia di Trossi proprietaria di enormi stabilimenti tessili all’avanguardia a Vigliano Biellese, il giovane Carlo Felice crebbe a stretto contatto con grandi macchinari e innovazioni tecnologiche. Questo stimolò la sua mente non solo come pilota, ma anche come futuro progettista e costruttore visionario, tanto che nel 1944 collaboro con lo staff tecnico della Piaggio che a causa dei bombardamenti allo stabile di Pontedera si era trasferita a biella, insieme diedero alla luce il prototipo, che prese il nome di Piaggio Paperino MP5 (il precursore della famosissima Vespa), le cui prove vennero fatte anche nel suo castello di famiglia a Gaglianico.



