
Spazio LILT, il macello e la necropoli romana
Nel 1954, durante i lavori di ampliamento di via Mentegazzi, venne alla luce una necropoli romana. Essa faceva parte di un allineamento di necropoli risalenti al I–II secolo d.C., situate ai piedi della collina del Piazzo, insieme a quelle di Ghiara, della Vialarda e di Villa Bertrand – quest’ultima è l’unica ad essere stata scavata con criteri scientifici.
A ovest di via Mentegazzi termina il Vernato propriamente detto e inizia il Thes, che prende il nome dall’antica e nobile famiglia Teccio. In questa zona si trovavano il macello comunale e il mercato ortofrutticolo all’ingrosso. Il primo, oggi inutilizzato, fu realizzato agli inizi del Novecento, seguendo l’esempio di molte città europee: già Napoleone, ispirandosi a Vienna, aveva fatto costruire a Parigi cinque pubblici ammazzatoi. Tuttavia, il diritto di macello era stato concesso a Biella in tempi molto più antichi: faceva parte dei tre privilegi – insieme al mercato e alla giustizia – accordati da Uguccione, vescovo di Vercelli, agli abitanti del Piazzo, da lui fondato nel 1160.
Al posto del mercato all’ingrosso sorge oggi Spazio LILT, centro oncologico multifunzionale della Sezione Provinciale di Biella della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. La LILT nacque a Bologna nel 1922, la sezione biellese fu fondata nel 1995 e Spazio LILT fu inaugurato nel 2016.
L’edificio, progettato dallo studio Ottavio Di Blasi & Partners di Milano, ospita ambulatori per la prevenzione e la diagnosi precoce, e al primo piano un’area dedicata alla riabilitazione oncologica. Vi si trovano anche gli uffici della LILT, una sala convegni e spazi per due associazioni attive sul territorio: il Collegio IPASVI (la Federazione degli Infermieri) e la FAND (Associazione Italiana Diabetici).
Nell’atrio è collocata una scultura di grande impatto simbolico: un nudo femminile in terracotta patinata in oro, dono dell’artista pralunghese Mariella Perino. L’opera raffigura una donna che si risveglia e torna alla vita dopo aver sconfitto un tumore, ed è posta su un basamento che riporta una poesia di Rabindranath Tagore. Nell’atrio è degna di nota una scultura, collocata su un basamento su cui è scritta una poesia di Tagore: un nudo femminile in terracotta patinata in oro, dono dell’artista pralunghese Mariella Perino, raffigurante una donna che si risveglia e torna alla vita dopo avere sconfitto un tumore.
