Era l’anno 2045 e lo storico Istituto Sella di Biella non era più soltanto un pezzo di storia, ma un simbolo concreto e dinamico di sostenibilità. La sua trasformazione, iniziata vent’anni prima, rappresentava un esempio di come la tradizione potesse sposarsi con l’innovazione senza snaturare l’identità di un luogo.

La facciata storica, mantenuta con cura, era affiancata da nuove strutture in legno lamellare che avvolgevano parte dell’edificio, creando spazi esterni protetti e luminosi, ideali per l’apprendimento all’aperto durante le giornate più miti. Sul tetto, una vasta distesa di pannelli solari di ultima generazione forniva l’energia necessaria a rendere la scuola autosufficiente. A ciò si aggiungeva un sistema di raccolta dell’acqua piovana, utilizzata per l’irrigazione delle aree verdi.

All’interno, l’atmosfera rappresentava un equilibrio tra comfort e tecnologia discreta. Le aule erano dotate di sistemi di purificazione dell’aria e di illuminazione adattiva, in grado di replicare la luce naturale. Lavagne olografiche interattive consentivano la visualizzazione di modelli tridimensionali e simulazioni avanzate, mantenendo però centrale la collaborazione e l’interazione umana. I banchi modulari potevano essere riconfigurati rapidamente per lavori di gruppo.

I laboratori tecnici erano stati completamente ammodernati: ospitavano stampanti 3D per metalli, sistemi di robotica collaborativa e piattaforme per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, conservando al contempo l’attenzione per l’artigianato e la manualità che avevano reso celebre la tradizione industriale biellese. Gli studenti progettavano e costruivano, ad esempio, droni per il monitoraggio agricolo o sistemi domotici per abitazioni a basso impatto ambientale.

Il nuovo ITIS Q. Sella era diventato un polo di eccellenza per l’ingegneria ambientale e l’automazione sostenibile. Non si caratterizzava per tecnologie spettacolari o architetture estreme, ma per un’attenzione concreta alla funzionalità, all’efficienza e alla qualità della vita. Gli studenti arrivavano in bicicletta, parcheggiandola in rastrelliere intelligenti capaci di ricaricare le e-bike, oppure utilizzavano veicoli elettrici, grazie alla presenza di colonnine di ricarica in un parcheggio permeabile progettato per assorbire l’acqua piovana.

L’edificio non ostentava il proprio carattere futuristico, ma lo esprimeva con discrezione, attraverso ogni dettaglio: un futuro in cui la tecnologia era al servizio dell’uomo e dell’ambiente, senza dimenticare le radici di una tradizione prestigiosa. Era un luogo in cui il passato ispirava il presente per costruire un domani migliore, mattone dopo mattone, innovazione dopo innovazione.

2026-05-28T10:40:41+00:00

Amici del Vernato

È con immenso piacere che vi presentiamo il nostro sito “Amici del Vernato”. Il Vernato è il più antico quartiere della città di Biella e la nostra associazione, che non ha scopo di lucro, si propone di far conoscere e valorizzare la storia, la cultura, gli usi e costumi del nostro Rione. Proprio la parola “amici” sta a significare che l´associazione è aperta a chiunque voglia collaborare e portare il proprio contributo per facilitare i rapporti sociali e di buona vicinanza solidale. Inoltre, l´emblema dell´associazione è la foglia dell´ontano, albero presente nel nostro territorio che simboleggia l´eroe civilizzatore dell´antichità, quello che riunì gli uomini che in precedenza vivevano dispersi, fondando in tal modo una comunità abitativa.

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