
La Conceria Magliola
Al Vernato c’è di tutto, persino una sfinge. Essa sovrasta l’acronimo L.A.M., che sta per Luigi Antonio Magliola. Il titolare di questo “cuoificio – cinghificio” era uno dei tanti imprenditori dell’Ottocento e dei primi del Novecento affascinati dall’Egitto. Sull’onda delle imprese napoleoniche (“dall’Alpi alle Piramidi…”), del taglio del Canale di Suez e del successo dell’Aida, l’Egitto fu a lungo di moda. In Piemonte, a questi motivi si aggiungeva la presenza a Torino di uno dei musei di antichità egizie più importanti al mondo.
Nel Biellese, patria dell’insigne egittologo Ernesto Schiaparelli, sorsero piramidi (come quelle di Anna Belletti a Graglia Santuario e di Quintino Sella a Oropa), obelischi, mastabe (tombe egizie rastremate verso l’alto, come quella dello stesso Luigi Antonio al cimitero di Biella), e capitelli a palmette (come nel protiro del duomo cittadino). La sfinge che campeggia sulla conceria è egizia, non greca: ha corpo leonino e testa umana, mentre quella greca – come quella che interrogò Edipo – ha anche le ali. Sfingi alate compaiono, invece, sui pulvini della chiesa di San Sebastiano.
La Conceria Magliola fu attiva dal 1740 al 1954. Un grande vascone in pietra, recante la data “1777” e proveniente dalla filanda di seta del cav. Antonio Gromo, fu acquistato da Luigi Antonio Magliola per essere utilizzato nella sua attività. Uno dei suoi nipoti, Vittorio, si associò con Leone Bersano e avviò una nuova attività in via Conciatori, all’ombra della ciminiera a pianta quadrata tuttora visibile quasi all’angolo con via della Rocchetta. Come si legge sulla targa in marmo, fu fatta costruire da Luigi Antonio nel 1882.
È la più antica tra le ciminiere biellesi ancora in piedi. Da elementi di archeologia industriale, le ciminiere divennero simboli poetici grazie a Giosuè Carducci, che in Piemonte immortalò “i fumanti camini di Biella”. Quasi tutte hanno pianta circolare: tra le poche con pianta quadrata, la più notevole – quella della fornace dell’Oremo, dove oggi sorge Città Studi – fu abbattuta nel 1980.
