
La chiesa di San Biagio
Il primo documento che cita questa chiesa risale al 1190. Tra il XV e il XVI secolo fu ricostruita: la muratura risalente a quell’epoca è visibile all’esterno sul lato nord (dove compaiono anche tratti medievali a spina di pesce) e sull’abside. Il campanile è del 1879; nel 1796 alla facciata fu addossato un protiro, rifatto nel 1849, sul cui pavimento due pietre tombali (una datata 1713) ricordano che anticamente qui sorgeva un piccolo cimitero.
L’interno è a navata unica: non è facile distinguere ciò che risale al Rinascimento da quanto fu modificato nei restauri ottocenteschi. La chiesa conserva numerosi dipinti. Il più notevole è la Deposizione del vercellese Boniforte Oldoni, una luminosa tavola contenuta nella cornice originale intagliata dal suo concittadino Materno de’ Materni. Risale al 1578, anno in cui San Biagio divenne parrocchia, e fungeva da pala dell’altare maggiore. Nel 1774 fu sostituita da quella attuale, un Martirio di San Biagio del biellese Giuseppe Maria Aureggio, copia di un originale del marchigiano Carlo Maratta. La tavola dell’Oldoni fu privata del Dio Padre che la sormontava, oggi collocato sul lato opposto della navata, sopra un altro quadro.
Nel presbiterio si trovano la Lapidazione di Santo Stefano, del valsesiano Tarquinio Grassi, e una Vergine col Bambino, San Filippo Neri e Sant’Agata, dipinta a Roma nel 1727. Un’altra Madonna col Bambino è raffigurata in un affresco dei primi del Seicento.
Numerose le sculture attribuite a Pietro Antonio Serpentiere jr da Sagliano: la colorata e movimentata Via Crucis (1803), l’arca contenente San Felice Martire, le statue lignee del battistero e la cornice della pala d’altare, in cui riutilizzò due colonne tortili provenienti da San Nicola. Il pulpito con i simboli di San Biagio è opera di Giovanni Matteo Borello (1740).
Alla chiesa antica è collegata quella nuova, a pianta quadrata, inaugurata nel 1975. Il progetto è degli architetti vercellesi Enrico e Luca Villani: calcestruzzo armato a vista e cupola a vela con copertura in rame.
