
L’Ospizio di Carità
Gli attuali uffici della Provincia e della Regione occupano l’edificio che, dal 1746 al 1992, fu sede dell’Ospizio di Carità. Quella che vediamo oggi non è la facciata principale, che si affaccia su via Quintino Sella, bensì il retro dell’edificio.
La Congregazione di Carità fu fondata nel 1718 e l’Ospizio ebbe diverse sedi. Questa, costruita a partire dal 1758, fu progettata da Bernardo Antonio Vittone, uno dei massimi esponenti dell’ultima stagione del barocco piemontese. L’edificio subì modifiche nel 1878-1880, nel 1907 e nel 1920. In quest’ultimo anno fu restaurata la cappella della Madonna della Mercede, con lavori diretti da un altro celebre architetto torinese, Eugenio Mollino. La manica ovest, edificata sotto la direzione dei biellesi Pietro Giuseppe e Pietro Francesco Beltramo, è tuttora fedele al progetto originario del Vittone.
Sotto il portico si notano gli stemmi marmorei delle famiglie Gromo del Vernato e Dal Pozzo: Ferdinando Dal Pozzo lasciò alla Congregazione l’ingente somma con cui fu acquistato e modificato l’edificio, un tempo palazzo dei Ferrero della Marmora; Grato Gromo fu esecutore testamentario del lascito. All’interno, nell’antico ingresso da via Quintino Sella, Ferdinando e Grato sono commemorati da due busti realizzati dallo scultore torinese Francesco Deristo.
Proseguendo, si incontrano due opere del biellese Sebastiano Caneparo, che presso l’Ospizio teneva un corso di disegno: il ritratto marmoreo del benefattore Arturo Piantino e la lapide dedicata a Pietro Zublena, fondatore della Scuola di Agricoltura. Il busto di Camillo Sormano, presidente dell’Ospizio e autore di studi storici e naturalistici, è opera del miaglianese Carlo Casolati.
All’interno meritano attenzione le decorazioni ad affresco della Sala Bonino, un tempo navata della cappella, dell’abside oggi separata, di una scala e di una sala al primo piano. Al secondo piano si trovano la Sala Becchia, caratterizzata da vistose capriate lignee, e la Sala Caselli. Nel sotterraneo si apre l’ampio Cantinone, oggi sede di eventi e mostre; al di sopra si trova la Sala Stenditoio.
