
La Conceria Varale
La conceria di Antonio Varale fu fondata nel 1733 in via Ivrea, all’angolo con l’attuale via Mentegazzi. Produceva, tra l’altro, pelli per guanti. Nel 1840 si riconvertì nella prima fabbrica biellese di cinghie in cuoio; nel 1870 si ampliò e, nel 1881, iniziò la produzione di cuoio “corona” al cromo e di articoli per l’industria tessile. Si trattava di chilometri di cinghie da fabbricare partendo dalla parte migliore delle pelli bovine – la schiena – che veniva privata di fianchi, spalle e zampe, e ridotta in forma rettangolare, detta “groppone”. Scuoiare un animale senza danneggiarne la pelle era un’arte in cui i macellai vernatesi eccellevano. Le pelli, stese ad asciugare, decoravano il paesaggio del Vernato.
Alla morte di Giuseppe Varale, nel 1900, la ditta passò a Pietro Sozzi ed Enrico Villa. Negli anni Venti del Novecento contava circa duecento operai, dodici impiegati e numerosi cavalli; aveva clienti in Italia, Francia, Canada, Sud America e Oriente. Pietro Sozzi modernizzò gli impianti e ampliò la gamma dei prodotti, includendo numerosi accessori per macchine industriali.
Dopo la sua scomparsa, nel 1937, l’attività proseguì fino al 1972 sotto la direzione dei figli Giuseppe ed Enrico, che già in precedenza lo affiancavano nella gestione.
Oggi, alcune parti di questo ampio e articolato stabilimento rappresentano buoni esempi di riutilizzo di strutture industriali, le cui caratteristiche architettoniche sono state rispettate: gli edifici intorno al cortile tra via Mentegazzi, via Ivrea e via Rocchetta, così come quelli lungo la recente via Tre Corti. Tuttavia, nel cortile di via Rocchetta 23 – all’ingresso del quale si legge ancora, seppur a fatica, “VARALE ANTONIO” – il tempo sembra essersi fermato: tutto è rimasto com’era, dominato dall’orologio sormontato da campana, tettuccio e bandierina, che ingentiliscono la semplice ma elegante architettura. Lo si può immaginare com’era un tempo, con i “gropponi” e i “mezzi gropponi” stesi ad asciugare.
